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L’incredibile bisogno di credere. Psicoanalisi e fede

L’INCREDIBILE BISOGNO DI CREDERE. PSICOANALISI E FEDE 
Mario Aletti
 
(Appunti, raccolti e ordinati da Daniela Fagnani, della conferenza tenuta il 24 ottobre 2017 presso la Scuola di Teologia per i Laici di Monza)
 
Nel titolo, l’“incredibile” esprime la meraviglia: non ci si crede, non ci si crederebbe, a tanto bisogno di credere in ogni uomo. Si parla spesso, oggi, di bisogno di credere, di ritorno della religione, ma anche di religione senza Dio, di spiritualità dell’ateo… Propongo una mia lettura, che accentua le dimensioni profonde ed inconsce del bisogno di credere nell’uomo, un approccio alla questione, che lasci la possibilità di esplorare ed arricchire ulteriormente la riflessione personale: riconoscere e ascoltare in noi stessi il bisogno di credere.

Per lo psicologo, l’accento è sul soggetto che crede, sul credente non sull’oggetto della credenza: perché si crede, che cosa alimenta il nostro bisogno di credere. Che cosa avviene nella psiche dell’uomo che crede, per esempio che crede in Dio, Ma anche nell’uomo che non crede: il Pastore protestante Oskar Pfister, psicoanalista e grande amico di Feud, gli ricordava che “l’incredulità è solo una fede in negativo”.

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