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Religione e lavoro nella Psicologia della religione

Religione e lavoro nella Psicologia della religione

(Daniela Fagnani)

I maestri della psicologia della religione insegnano che la religiosità individuale è strettamente connessa con tutte le caratteristiche della personalità e tutti gli ambiti del comportamento umano. Gordon W. Allport, per esempio, sosteneva che la religione autentica, “intrinseca”, costituisce una “concezione unitaria della vita” che ha carattere globalizzante nell’esperienza dell’uomo e del credente maturo. Ne consegue che il campo di indagine della psicologia della religione interseca tanti altri campi e sub-discipline psicologiche: la psicologia sociale, la psicologia evoluzionistica, la psicologia dello sviluppo, la psicopatologia e la psicoterapia… ma anche, la psicologia dell’arte, della letteratura, della politica.

Può destare meraviglia ed interrogativi che un campo così universale ed essenziale per la vita dell’uomo, come quello del lavoro, studiato da una specifica Psicologia del lavoro sia così raramente confrontata con il mondo della religione e con la Psicologia della religione. Eppure è così. Se ne è avuta una prova anche al recente congresso della IAPR-Interational Association for Psychology of Religion tenutosi a Danzica in agosto 2019 che aveva per titolo Psychology of Religion and Spirituality: New Trends and Neglected Themes. Nonostante qualche timido accenno in forma di Symposium, il tema dei rapporti psicologici tra religione e lavoro appare “negletto” tra gli psicologi della religione.

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