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Riscattare la categoria "spirito"

Fridel, D. (2020). Riscattare la categoria "spirito". Il Segno. Mensile della Diocesi di Bolzano-Bressanone, 56(9), 1.

Siamo eredi di un modo di pensare dualistico, che contrappone materia e spirito, corpo e anima, terra e cielo. Le scienze moderne ci aiutano a riagganciarci al valore originario, più unitario e simbolico, di tale linguaggio. E' la categoria spirito che vorremmo qui riscattare. Riusciremo così forse a capire perché la dimensione spirituale sta oggi acquisendo una nuova centralità. Con la svolta impressa da Einstein e dalla teorie quantistiche si è iniziato a concepire la realtà non più come un dato da analizzare e da conoscere, ma come un processo in costante evoluzione. Ha incominciato quindi a scricchiolare per i credenti la convinzione che il creato fosse un dato di fatto, uscito perfetto dalle mani del creatore, che va solo conservato. Adesso anche in ambito di fede non si parla di creato, ma di creazione. 

 

La terra, il mondo, la realtà, l’universo sono un processo, rinascono continuamente. La vita quindi ci sorprende incessantemente nella sua capacità di riproporsi in forme sempre più complesse e più ricche, nel ricrearsi attraversando catastrofi e momenti caotici, ma evolvendo in fin dei conti verso forme di vita sempre più elevate: dalla energia originaria alla materia, da questa alle forme viventi e quindi a livelli di coscienza sempre più elevati.

Freccia del tempo verso l’alto.

La materia stessa sembra quindi possedere un’anima, un’intelligenza. Sarebbe allora lo spirito stesso ad esprimersi attraverso la materia. Le teorie quantistiche infatti ci dicono come, più che di materia, dovremmo parlare di energie più o meno condensate o in espansione. Esse ci offrono un’occasione per interrogarci in modo nuovo sulla realtà; per dare meno importanza allo spazio e al tempo, per renderci attenti all’insieme e alla profonda interrelazione che attraversa tutte le forme di vita. Un qualsiasi piccolo movimento si ripercuote sull’insieme del cosmo e dell’universo e a sua volta risente dell’insieme. Le nuove concezioni scientifiche ci aprono allora al mistero della vita. E proprio perché piene di domande, non possono escludere l’azione misteriosa dello Spirito. Per Einstein: materia ed energia sono equipollenti. Ma a questo punto possiamo anche dire che spirito e vita sono un tutt’uno e che tutte le forme di vita sono espressione dello Spirito. La vecchia contrapposizione fra spirito e materia spiega la tendenza diffusa a considerare le preoccupazioni spirituali come marginali, irrilevanti, come qualche cosa di indefinito e nebuloso; oppure un lusso per quanti non avvertono l’urgenza dei veri problemi legati alla sopravvivenza. A livello popolare la parola spirito si collega con una mentalità magica, con lo spiritismo, con credenze più o meno ingenue che impediscono una fede matura.

Il fascino del mondo spirituale

Eppure non si può ignorare che a seguito del riflusso dell’entusiasmo subentrato in questi ultimi decenni per il mondo materiale e le sue promesse c’è una crescente ricerca di esperienze spirituali nuove, di un senso della vita che vada al di là degli interessi immediati e della lotta quotidiana per la sopravvivenza. Cresce il fascino per il mondo spirituale quando questo contribuisce all’autenticità, alla pienezza, a liberarsi delle paure, ad alimentare la libertà, la giustizia, la fratellanza. Lo spirito quindi costituisce oggi un riferimento luminoso, non più sotto il sospetto della critica della Modernità che accettava unicamente ciò era passato per il setaccio della ragione. Nell’essere umano c’è l’universo della passione, dell’affetto, del sentimento che si esprime attraverso l’intelligenza del cuore. Si scopre finalmente che lo spirito non ricusa la ragione, anzi ne ha bisogno. “A opporsi allo Spirito, a ostacolarne l'espressione, non è la materia, ma «la paura, la violenza, la mancanza d’amore»”, afferma con convinzione e chiarezza la teologa femminista e monaca benedettina catalana Teresa Forcades in un libro dal titolo significativo: Il corpo gioia di Dio, la materia come spazio di incontro tra divino e umano.