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I vent'anni della S.I.P.R. - Società Italiana di Psicologia della Religione (1995-2014)

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La fondazione

Chi scrive ha seguito dall’interno, in questi primi vent’anni, la SIPR e per questo può affermare che molta strada è stata percorsa da quando, nel 1994, si cominciò a parlare di far evolvere la nostra Divisione “Psicologia e Religione” sorta nel 1987, nella SIPs – Società Italiana di Psicologia, in una Società autonoma che concentrasse sforzi ed energie per accrescere e diffondere le conoscenze sulla psicologia della religione.

Un gruppo di Soci, vicino al Direttivo eletto nell’autunno del 1993, cominciò a riflettere sull’attività svolta dall’allora denominata Divisione Professionale “Psicologia e Religione” e a sentire la necessità di scelte epistemologiche e metodologiche più “laiche”, che collocassero chiaramente la psicologia della religione entro l’ambito della scienza psicologica. La discussione fu avviata sulla necessità di qualificare meglio l’apporto della psicologia alla conoscenza e comprensione dei comportamenti religiosi orientati a trovare una risposta alla ricerca di senso. Nella discussione, alcuni altri, valutando i circa sette anni di esperienza della Divisione, argomentavano la necessità di mantenere la scelta iniziale che già nel nome “Psicologia e Religione” auspicava un incontro paritetico di mutua collaborazione e dialogo tra religione e psicologia (con accenti confessionali).

Si avviarono incontri e fitti scambi di corrispondenza, che alla fine portarono ad un referendum tra gli aderenti alla Divisione per conoscerne l’orientamento. Un punto fermo fu il riferimento alla pubblicazione, del 1992 sulla rivista International Journal for Psychology of Religion, dell’articolo di A. Vergote (1921-2013) dal titolo molto esplicito: Che cosa è e che cosa non è Psicologia della Religione (tradotto in italiano da M. Aletti, ora nel volume Percorsi di Psicologia della Religione alla luce della Psicoanalisi, pp. 233-250, Aracne Editrice).

Già il titolo dell’articolo testimonia che, anche in ambito internazionale, la discussione sull’identità della psicologia della religione fosse ancora molto vivace se un autore come Vergote, studioso da più di trent’anni di questa materia, sentì la necessità di formalizzarne l’ambito e i confini in un intervento programmatico richiestogli fin dall’apertura della nuova rivista americana. Ma come lui stesso segnala, dopo tanto tempo, non si era ancora addivenuti ad una definizione condivisa da tutti sul nome della disciplina, sulle sue base teoriche ed epistemologiche perché “in nessun altra branca della psicologia, gli psicologi sono così personalmente coinvolti con i propri vissuti emotivi e le implicite concezioni filosofiche.” (p. 234). E questa affermazione spiega perché anche nel nostro ambito furono necessari diversi mesi e incontri per arrivare alla definizione del nome della società e del suo oggetto di studio. Il percorso si concluse con il deposito dell’Atto Costitutivo registrato presso il Tribunale di Varese con il n. 1849 il 23 febbraio 1995.

Le idee

Sempre ispirandosi alla lezione di Vergote (che, dal 1998, divenne il primo Socio Onorario della nostra Società) si definì la missione della nuova Società, declinata nello Statuto: “promuovere lo studio e la ricerca psicologica sui fenomeni religiosi e sui rapporti tra indagine psicologica e religione”. L’accento era posto su studio e ricerca con strumenti psicologici per segnalare che la disciplina non vuole essere un’interpretazione della religione in quanto tale, ma uno studio di come le persone “religiose” (di qualunque religione) si mettano in relazione (eventualmente anche  negativa), con la religione che trovano in uno specifico ambiente. In altre parole: “La ricerca psicologica è centrata sul soggetto: propriamente non la religione, ma il credente e il suo atteggiamento verso la religione (e perciò la psicologia della religione è anche psicologia dell’ateismo, perché, come già sottolineava il Pastore Oskar Pfister a Freud, “l’ateismo è una fede in negativo”)”. (Aletti, http://www.psicologiadellareligione.it/images/articoli/Aletti_100_anni_pdr_italia.pdf).

Le persone

Il Direttivo in carica firmò l’Atto Costitutivo e i singoli membri divennero Soci Fondatori: Mario Aletti (Varese) che mantenne la carica di Presidente della Società, Maria Rosa Dominici (Bologna), Luigi Filippi (Roma), Eugenio Fizzotti (Roma) e Maria Teresa Rossi (Milano). I componenti del primo Direttivo mantennero la carica fino al 1997 anno di termine mandato ricevuto con l’elezione del 1993.

Tra i soci fondatori, tutti psicologi - docenti universitari o liberi professionisti, una nota a parte va scritta per Aletti che mantenne l’incarico di Presidente fino al 2008 e negli anni della sua presidenza portò la Società a sviluppare rapporti stabili con l’organizzazione internazionale di riferimento per la disciplina: la IAPR - International Association for the Psychology of Religion. Il miglior riconoscimento internazionale dell’attività svolta dalla Società è stato l’incarico di organizzare il Convegno mondiale IAPR nel 2011.

Le attività

La realizzazione degli scopi statutari avviene attraverso numerose attività, alcune presenti dalla fondazione, altre avviate a seguito di eventi culturali e sociali che si sono, via via, succeduti. La Società organizza ogni due/tre anni un Convegno di studio che rappresenta, sicuramente, l’attività più impegnativa e più significativa perché ha l’ambizione di costituire il momento in cui Soci e Studiosi della disciplina si incontrano per diffondere i progressi dei loro studi (quasi sempre, a questi incontri, segue la pubblicazione degli Atti). Le tematiche trattate e i titoli adottati sono stati sempre in continuità con l’evoluzione del contesto culturale o dei fatti più significativi che hanno caratterizzato il periodo in cui cadeva l’organizzazione del convegno.

Il tema trattato, nel 1994 , prese spunto dall’interesse crescente che suscitava in quegli anni il fenomeno dei “Nuovi Movimenti Religiosi” che vedeva il sorgere e consolidarsi di nuovi gruppi che, diversi per denominazione, proposte e caratteristiche, apparivano accomunati dalla capacità di rispondere a esperienze di disagio con proposte di “salute” e “salvezza”. Il Convegno, dal titolo Religione o psicoterapia? Nuovi fenomeni e movimenti religiosi alla luce della psicologia, si tenne a Roma e gli interventi vennero raccolti nel volume a cura di M. Aletti edito da LAS di Roma.

Nel Convegno del 1996, che si tenne a Milano, si affrontò il tema dell’esperienza e del linguaggio simbolico perché il rapporto con lo spirituale tende a tradursi ed esprimersi in simboli. Ne seguì la pubblicazione degli Atti a cura di Fagnani, D., & Rossi, M. T. (1998). Simbolo, metafora, invocazione tra religione e psicoanalisi, Bergamo: Moretti & Vitali.

Negli anni successivi, divenne di grande attualità il tema dell’immigrazione che portò con sé la necessità di confrontarsi con diverse etnie, forme religiose e l’“altro”  straniero che può mettere in crisi la propria identità religiosa. Nel 1998 a Verona, in collaborazione con l’Università cittadina, si trattò il tema della Ricerca di sé e trascendenza. Approcci psicologici all’identità religiosa in una società pluralista. La lezione magistrale venne tenuta dal Prof. Antoine Vergote. Il volume degli atti a cura di Aletti, M., & Rossi, G. uscì nel 1999 con lo stesso titolo dato al convegno (Torino, Centro Scientifico Editore).

Nel 2000, ancora con la collaborazione dell’Università di Verona, il nuovo Convegno prese in esame il tema dell’illusione religiosa intesa come vissuto soggettivo il cui percorso può essere attraversato da illusioni, disillusioni, delusioni in quanto legato alla vicenda personale. E il titolo: L’illusione religiosa: rive e derive intendeva sottolineare sia la rilevanza del vissuto religioso nella strutturazione della personalità che le distorsioni patologiche. La lezione magistrale venne tenuta dalla Prof.sa Ana-María Rizzuto. Tutti i contributi sono raccolti nel volume a cura di Aletti, M., & Rossi, G. del 2001, Torino: Centro Scientifico Editore.

Nel 2001, in collaborazione con la Clinica Villa Santa Giuliana di Verona, si organizzò un Convegno che, riunendo diverse competenze psicologiche e teologiche, analizzò i rapporti tra psicoanalisi e religione. (a cura di Aletti, M., & De Nardi, F., si pubblicò nel 2002 Psicoanalisi e religione. Nuove prospettive clinico-ermeneutiche. Torino: Centro Scientifico Editore)

Il Convegno dell’anno 2002, non poté ignorare l’avvenimento che rese planetario il problema del pluralismo religioso e del fenomeno del fondamentalismo religioso: l’attacco, a New York, alle Torri Gemelle. In collaborazione con l’Università di Torino, si invitarono soci e studiosi ad affrontare il tema dell’Identità religiosa, pluralismo, fondamentalismi (il volume degli atti  a cura di Aletti, M., & Rossi, G, uscì nel 2004 editato dal CSE di Torino).

Il 10° Congresso, organizzato in collaborazione con l’Università di Verona, si tenne nel 2004 e affrontò il tema dei rapporti tra “religione, cultura, mente e cervello” da due prospettive: quella della psicologia cultura e quella delle neuroscienze. Tra i relatori invitati vi fu il Prof. Jacob A. Belzen, nominato in quell’occasione Socio Onorario. (Aletti, M., Fagnani, D., & Rossi, G.(Eds.). (2006). Religione: cultura, mente e cervello. Nuove prospettive in Psicologia della religione/Religion: culture, mind and brain. New perspectives in Psychology of religion.Torino: CSE).

L’attenzione suscitata dalle nuove prospettive di studio derivanti dall’applicazione della Teoria dell’Attaccamento (di J. Bowlby) al vissuto religioso che, mettendo al centro dell’attenzione lo studio della relazione con la realtà divina quale figura di attaccamento, spinse il Direttivo di allora a portare questo tema nel Convegno del 2007, organizzato a Milano in collaborazione con L’Università Bicocca. (Rossi, G., & Aletti, M., (Eds.). (2009). Psicologia della religione e teoria dell’attaccamento. Roma: Aracne).

Il 12° Congresso, organizzato nel 2010 in collaborazione con la Clinica Villa Santa Giuliana di Verona, portò l’attenzione sulle possibili relazioni tra Religiosità e Narcisismo, quest’ultimo considerato sia come una dimensione dello sviluppo psichico necessario allo strutturarsi del sé sia come serio disturbo della personalità. (De Nardi, F. & Scardigno, R. (2012). Io, l’altro, Dio. Religiosità e narcisismo. Roma: Aracne).

Nell’autunno dell’anno 2012, ancora in collaborazione con l’Università di Verona, si tenne il tredicesimo Convegno dal titolo Religione, spiritualità e cura di sé. Opportunità e sfide. Lo scopo che la Società si diede era di valorizzare il contributo psicologico che la religione può dare in risposta ad un bisogno di spiritualità intesa come valorizzazione della propria interiorità e all’esigenza di avere cura di sé intesa come cura della propria umanità.

La Società cura, inoltre, la realizzazione di giornate di studio presso Università ed Associazioni culturali per presentare la Psicologia della Religione e le specifiche tematiche via via trattate o approfondite. Per esemplificare, vengono elencati alcuni titoli trattati negli ultimi anni:

- Nel 2009, a Roma, in collaborazione con CSSC Centre for Science, Society and Citizenship si parlò di “Religiosità e nuove tecnologie. Psicologia e religione nell’era della ricerca tecnologica”; e a Bari, in collaborazione con l’Università e l’ISSR della città, si trattò di “Nuove prospettive in Psicologia della religione: la Teoria dell’Attaccamento”.

- Nel 2013, a Milano, in collaborazione con l’Università Cattolica e a Roma, nel 2014, in collaborazione con l’Università Lateranense, si parlò di “La psicologia della religione: ambiti di ricerca e prospettive di applicazione”.

- Nel 2014, a Milano, presso la Casa della Cultura, si tenne una conferenza su “La fede, fragile involucro del dubbio’ (Lou Salomé): Religione, illusione, psicoanalisi”.

Convinta dell’importanza di avvicinare nuovi e giovani studiosi alla disciplina, dall’anno di fondazione, la Società bandisce e assegna un premio, intitolato a Giancarlo Milanesi, alla miglior tesi di laurea su temi di psicologia della religione. Il premio, attualmente giunto alla nona edizione, ha visto partecipanti provenienti da molte Università Italiane ed i lavori presentati hanno spaziato su diverse tematiche. L’interessante elenco dei lavori partecipanti e i nominativi del vincitori del Premio è consultabile su questo sito alla Sessione “Premio Milanesi / Elenco vincitori”.

Per promuovere la collaborazione e lo scambio di informazioni tra i propri iscritti, sulla psicologia della religione, viene pubblicato il notiziario Psicologia della religione-news quadrimestrale inviato oltre che ai Soci, a biblioteche ed Enti Culturali. Oltre a rubriche fisse, quali l’editoriale del Presidente, attività e pubblicazione dei Soci, presentazione convegni nazionali e internazionali, ospita contributi e lavori di ricerca sia di Soci che di studiosi italiani e stranieri: ultimo numero stampato è il 20, n. 1 (su questo sito si trova la collezione completa alla sessione “Notiziari”).

Per tenere il passo con i tempi e velocizzare lo scambio di informazioni, nel 2006, dopo qualche anno di sperimentazione di un pagina web ospitata dal Dipartimento di Psicologia e Antropologia Culturale dell’Università di Verona, viene creato il sito www.psicologiadellareligione.it. La registrazione del nuovo dominio ha permesso alla Società di avere uno spazio, immediatamente identificabile, sul web e quindi una maggiore visibilità. Nel 2013 il sito è stato completamente riorganizzato, utilizzando un nuovo linguaggio, per proporre una modalità di navigazione ancor più immediata e “friendly”.

Per migliorare la comunicazione e allargare il bacino dei nostri lettori, nell’ultimo anno, gli sforzi culturali e organizzativi si sono concentrati sull’ideazione e la realizzazione di una nuova rivista semestrale, on line, dal titolo Psicologia della Religione e-journal / Psychology of Religion e-Journal che si occuperà di divulgare ricerche e tematiche riguardanti la Psicologia della Religione nel panorama scientifico e clinico nazionale italiano. Alla fine dell’anno scorso è stato chiuso il primo numero, ora consultabile all’indirizzo http://www.psyrel-journal.it.

(Daniela Fagnani)