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Devoti, D. (2018). Gli Psicologi di fronte a Dio.

Recensione di Daniela Villani del volume:

Devoti, D. (2018). Gli Psicologi di fronte a Dio. Volume I: Il contrastato percorso della Psicologia della Religione. Milano-Udine: Mimesis Edizioni.

 

Il volume ripercorre storicamente la nascita e sviluppo della disciplina della Psicologia della Religione, attraverso una fotografia delle fasi che hanno caratterizzato questa evoluzione. L’introduzione mira a gettare le questioni di base che saranno sviluppate nei capitoli successivi, come il rapporto con la spiritualità e l’autotrascendimento e i concetti di religione e sacro. Viene, quindi, fin dall’inizio proposta una definizione di religione, in linea con le due grandi linee interpretative (sostantiva e funzionale).

 

Il primo capitolo mira a definire la psicologia della Religione all’interno delle scienze psicologiche, evidenziando il rapporto ambivalente con la filosofia, da cui la psicologia si è distanziata come scienza di osservazione empirica, e dalla teologia, esplicitando recentemente il campo d’indagine costituito dall’uomo religioso o potenzialmente tale e l’interazione psicologica tra l’individuo e la sua – o le sue – religioni.

Il secondo capitolo affronta storicamente la nascita della psicologia scientifica della religione che, partendo dagli studi di laboratorio, attraversa il metodo quantitativo-statistico tipicamente nomotetico e arriva all’esigenza di cogliere lo specifico della dimensione religiosa nel profondo dei vissuti individuali. Proprio questo approccio descrittivo-fenomenologico sarà, con le opportune peculiarità, seguito da James e Freud.

Il terzo capitolo si addentra nella scienza dell’inconscio, sottolineando come la scoperta dell’inconscio abbia aperto campi inesplorati all’indagine razionale dei processi mentali e dei vissuti psico-affettivi e abbia segnato un rallentamento nello sviluppo e nella diffusione dell’interesse per l’approccio psicologico alla religione. In tale cornice psicodinamica emerge il tema dell’esperienza religiosa come illusione, intesa come appagamento di un desiderio infantile. Sarà poi proprio la sottolineatura del concetto e del significato di illusione nello sviluppo psichico della persona che si dimostrerà nel futuro della psicologia della religione una categoria centrale nella comprensione del formarsi del pensiero e del funzionamento psichico.

L’arretramento della psicologia della religione è oggetto del quarto capitolo. Le cause molteplici sono da ritrovarsi, da un lato, nel diffondersi della prospettiva psicoanalitica ma anche nel differenziarsi delle discipline psicologiche con un ventaglio che andava dal comportamentismo di origine nordamericana alle psicologie umanistiche ed esistenziali; dall’altro, va sottolineato il contributo di due fattori storio-sociologici di enorme rilevanza: il processo di secolarizzazione e le due grandi guerre.

La rinascita dell’interesse per la psicologia della religione si deve a Allport, interessato alla diversità delle forme individuali di espressione della religiosità, così come alla valutazione positiva del ruolo della religione all’interno dell’animo umano. Importante in questo passaggio anche lo spostamento compiuto dalla psicoanalisi verso una psicologia dell’io, che ristabilisce la funzionalità e autonomia dell’Io sia in rapporto alla crescita e all’espansione della personalità, sia in relazione all’adattamento funzionale e adattivo all’ambiente esterno, e che trova in Erikson un approccio più profondo all’esperienza religiosa. Le basi per una comprensione profonda del vissuto religioso si devono a Winnicott, che vede la religione come l’espressione più alta e raffinata della realtà transizionale. Passando attraverso questi capitoli, il volume conclude sottolineando quanto oggi la complessità dell’esperienza religiosa necessiti di nuovi parametri e modelli di rilevazione e interpretazione dei diversi dati, unita alla esigenza di integrare varie metodiche anche a livello multidisciplinare.

Il volume offre un valido contributo all’analisi della storia della disciplina della psicologia della religione, che è parte fondamentale del raggiungimento dell’identità e autonomia fra le scienze e dell’acquisizione della consapevolezza del proprio ambito specifico e un preciso statuto scientifico validato sul piano epistemologico e metodologico.

Il testo può costituire uno stimolante strumento di riflessione per gli studiosi e per coloro che sono interessati a comprendere il contributo delle diverse prospettive allo studio dell’ esperienza dell’interazione tra l’uomo e la religione.

DANIELA VILLANI - Facoltà di Scienze della Formazione, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano