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PINKUS (2010). Psicopatologia della vita religiosa

L. Pinkus, Psicopatologia della vita religiosaEditrice Rogate, Roma 2010, pp. 168. (Recensione di Mario Aletti)

Il volume affronta un tema spesso ignorato o trascurato, dentro e fuori le comunità religiose. La malattia mentale di un confratello genera sconcerto e fastidio e spesso viene confinata in una prospettiva volontaristica (con un richiamo all’impegno e alla buona volontà del soggetto) o fideistica (con l’invito a intensificare la preghiera) o, più spesso, demandata all’efficacia, esterna ed estranea, della terapia farmacologica. Questo approfondimento introduce ad una lettura nuova,

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DI MARZIO (2010). Nuove religioni e sette. La psicologia di fronte alle nuove forme di culto

R. Di Marzio, Nuove religioni e sette. La psicologia di fronte alle nuove forme di culto, Roma, Edizioni Ma.Gi., 2010, pp. 175 (Recensione di Domenico Bellantoni)

L’autrice, insegnante di religione cattolica e attivamente impegnata nel direttivo della Società Italiana di Psicologia della Religione, presenta il tentativo di mettere in relazione le nuove esperienze religiose con l’attuale esigenza di ricevere risposte concrete riguardo al proprio bisogno di spiritualità e di senso.

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Orientamenti Bibliografici 2009-2012

LA PSICOLOGIA DELLA RELIGIONE (Orientamenti Bibliografici 2009-2012)


La psicologia della religione è oggi riconosciuta come disciplina specifica, accreditata nell’ambito della psicologia accademica e professionale. Non è sempre stato così. La rinascita risale agli anni ‘70 ed era stata avviata, solo un decennio prima, dalla coraggiosa e pressoché solitaria iniziativa di alcuni “padri fondatori”, primo tra tutti Antoine Vergote che aveva creato, con pochissimi allievi, il Centre de Psychologie Religieuse a Lovanio. Un recentissimo volume ricostruisce la storia degli ultimi quarant’anni della psicologia della religione nel mondo attraverso le narrazioni autobiografiche di 16 “pionieri” che ripercorrono i propri percorsi motivazionali, curriculari, accademici e didattici,

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LECUIT (2007). L'anthropologie théologique à la lumière de la psychanalyse

J.-B. Lecuit. L'anthropologie théologique à la lumière de la psychanalyse. La contribution majeure d'Antoine Vergote. ("Cogitatio Fidei") Paris: Les Éditions du Cerf, 2007, pp. 678 (Recensione di Mario Aletti)

In quest’opera, esito maturo di un lungo impegno per la tesi di dottorato in Teologia, Jean-Baptiste Lecuit valorizza il contributo di Vergote all’elaborazione teologica, pur senza indulgere a tentativi di piegare e ricollocare i contenuti della psicoanalisi nel disegno architettonico di una antropologia teologica già pre-costituita. Già questa attenzione mostra l’adesione dell’autore alla prospettiva epistemologica dello stesso Vergote, che tenacemente sostiene che la psicologia sarà tanto più utile alla teologia, quanto più sarà fedele ai suoi propri principi e metodi, nel cercare la verità psicologica sull’uomo; verità che, per ogni credente

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Milanesi G. e Aletti M. (1973). Psicologia della Religione (italiano)

MILANESI, G. e ALETTI, M. (1973). Psicologia della Religione. Torino: Elledici. (Recensione di André Godin, Lumen Vitae 30(1975), p. 452)

Gli italiani non avevano, finora, un vero manuale che potesse servire negli Istituti superiori di catechetica e nei Dipartimenti di psicologia o di teologia. Ora ne hanno uno eccellente ed anzi il migliore fra quelli presenti ad oggi sul mercato internazionale. Dopo un’introduzione sui metodi, la prima parte presenta e discute tre interpretazioni della religione: la corrente americana da James a Allport, il pensiero freudiano e, infine, le prospettive di Jung seguite da quelle di Fromm.

La seconda parte delinea una psicologia genetica della religione infantile attingendo alle migliori ricerche pubblicate. Questa parte si completa con la presentazione di contributi italiani (Burgalassi, Rusconi) sui giovani di fronte alle tensioni sociali e con una sintesi più personale degli autori sulla maturità religiosa. Opportunamente, sono rimandati ad opere di approfondimento i fenomeni eccezionali (mistici o patologici) e, non si sa perché, il dubbio e l’ateismo. Gli aspetti simbolici di credenze e condotte religiose ci sembrano trattati in maniera insufficiente, tenuto conto dei numerosi lavori già pubblicati. Ben concepito, ben presentato, informato a livello largamente internazionale, ricco di suggerimenti bibliografici d’approfondimento, e per di più di prezzo accessibile, questo manuale fa onore ai suoi autori e all’equipe dei Salesiani che hanno contribuito all’impresa. Merita di essere tradotto prontamente velocemente, per lo meno in spagnolo e in francese, dove colmerebbe una lacuna.